Ma anche (si)

L’altra sera ho acceso la tv per guardare il comizio di Beppe Grillo da Piazza san Giovanni a Roma. Più che altro ero interessato a capire quanta gente ci fosse: tanta, in effetti, ma poi non ho potuto fare a meno di sentire Grillo, che in due minuti d’orologio (poi ho cambiato canale) ha detto almeno 5 volte la parola “cazzo“.

Poi su Facebook un amico grillino mi ha scritto: meglio dire cazzo e votare A al referendum sulle materne di Bologna (altro tema spinoso, ma ci torneremo). Ci ho pensato: ma è veramente così?

Mi piacerebbe sapere chi ha deciso, e quando, che il ma anche non andava più bene. Non tanto quello veltroniano (comunque meglio dell’un po’ bersaniano, ma pure questa è un’altra storia), bensì il ma anche che ti porta a votare A al referendum, se questa è la tua idea, ma anche a non dire cazzo davanti a 50mila persone e mezzo paese in tv. Non è affare solo di Grillo, naturalmente. Riguarda un po’ tutta la nostra politica, almeno negli ultimi 20 anni.

Si può governare bene un paese, ma anche evitare di fare le corna ai vertici internazionali.

Si possono fare delle leggi sull’immigrazione, magari anche più stringenti (in fondo è una scelta politica), senza bisogno di dire che si spara ai gommoni.

Si può attaccare politicamente un avversario, senza usare grevi battute sulla sua statura.

Il problema è che da ormai troppi anni siamo costretti a dover scegliere, nascondendoci dietro la maschera del menopeggismo. E non è solo questione di forma vs sostanza. E’ questione che non si può sempre sacrificare tutto sull’altare dell’efficacia. Anche perché spesso dell’efficacia non è rimasta traccia, mentre tutto il resto, le corna, i fucili, i gommoni, le battutacce, restano. Nel mondo ideale, non ci si dovrebbe accontentare di una qualità, specialmente tra chi ha il compito di governare o di decidere, ma se ne vorrebbero molte. Alle ultime elezioni invece, chi votava M5S sacrificava la competenza per la trasparenza, mentre chi votava altri partiti chiudeva un occhio sulla trasparenza in nome della competenza, dell’esperienza, dell’efficacia.

Tutto quel che propone Grillo si può fare senza bisogno di dire cazzo ogni trenta secondi. Se cediamo al giustificazionismo, o (scusate il gioco di parole), peggio, al menopeggismo, significa che hanno già vinto.

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