La Siria non ha suonato la sveglia per l’Europa

A Ginevra oggi è in corso un incontro trilaterale USA-Russia-ONU per preparare l’auspicata Conferenza Internazionale sulla Siria.

USA-Russia-ONU.
E l’Europa?

Facendo brevemente il punto della situazione sulla crisi in Siria possiamo concludere che negli ultimi due anni la Comunità Internazionale ha soltanto gettato benzina sul fuoco in una crisi che ormai è diventata regionale. La Siria rappresenta infatti il campo di battaglia per le attuali potenze internazionali: da una parte Russia, Cina e Iran a sostegno del sanguinario regime sciita di Bashar al-Asad (armi, finanziamenti, in più Hezbollah ha ufficialmente schierato i suoi guerriglieri a difesa del regime); dall’altra parte la Turchia, gli Stati Uniti, Israele, i Paesi del Golfo.
Il problema è che mentre da una parte si combatte a favore di un regime ben identificabile, dall’altra gli aiuti militari e finanziari vengono indirizzati verso gruppi di ribelli frammentati in cui il Fronte al-Nusra, la sezione siriana di Al-Qaeda, fa la parte del leone avendo ormai occupato tutti i più importanti pozzi petroliferi nel nord della Siria.

Di fronte ad un quadro mediorentale sempre più infiammato, qualcuno mi sa spiegare la posizione dell’Europa?
Capisco che sia difficile prendere una posizione tra l’orrido regime di Damasco e i gruppi Jihadisti che hanno pressoché monopolizzato la ribellione contro Bashar al-Asad. Però è insopportabile questo silenzio, questa eterna indecisone. Nemmeno in quest’occasione l’Europa è riuscita a giocare un ruolo importante nello scacchiere medio-orientale. Gli unici flebili segni di vita sono arrivati da Francia e Gran Bretagna che hanno denunciato, per la verità in modo sterile, l’utilizzo di armi chimiche da parte del regime di Damasco e che hanno costretto l’UE ad interrompere l’embargo sulle armi verso la Siria con l’obiettivo di poter armare i ribelli “buoni” (sempre che esistano ancora).
La crisi siriana mette dunque in evidenza, ancora una volta, la debolezza di un’Europa totalmente incapace di adottare una politica estera unica, incapace di assumersi la responsabilità di aiutare i paesi arabi ad avviarsi verso sistemi politici che garantiscano diritti fondamentali e oltretutto incapace di sostenere l’ipotesi di una soluzione diplomatico-umanitaria.
Un Europa che non c’è. Sveglia!!

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