Letta, Renzi e il pd in riva all’Arno

È da qualche giorno che volevo condividere un paio di banalissime osservazioni con voi. Poiché questo sarà, con tutta probabilità, il principale tema dell’autunno non voglio perdermi in lunghe dissertazioni ma  piuttosto limitarmi  a una semplice riflessione basata sulla personalità dei due prima ancora che su tutte le altre possibili considerazioni.

Che dire quindi di Letta? Il buon Enrico è uno che non ha mai sbagliato formazione nemmeno al fantacalcio con gli amici del “barrino” di Pisa. Appare sempre razionale, calcolatore ed elitario; perfetto frutto dell’ambiente che lo ha visto formare. È un dirigente stimato (!?) da anni eppure nessuno ricorda una sua proposta forte. Questo semplice fatto ne costituisce, secondo me, contemporaneamente la sua forza e il suo principale limite.

Renzi, al contrario, appare sfacciato e dotato di una bella dose di ambizione/convinzione nei propri mezzi che lo possono rendere a tratti quasi arrogante. Ha però l’enorme pregio di essere fortemente comunicativo; al punto tale che una sua qualche affermazione è ricordata un po’ da chiunque. Insomma riducendo all’osso il concetto: Letta è quello che al torneo di calcetto (rigorosamente della parrocchia!) sceglierebbe sempre un portiere forte. Si sa, quello limita sempre i danni. Renzi, invece, vorrebbe sempre avere in squadra due punte di valore. Così facendo finisce per sembrare un po’ il bulletto che pensa di poter fregare i vecchi marpioni del campetto che nel frattempo (almeno fino all’inizio della partita) se la ridono sotto i baffi.

Tornando a un piano un pelo più serio, due personalità del genere hanno pochissime possibilità di “andare di pari passo” e sono destinate a scontrarsi. Banalmente perché sono agli antipodi caratterialmente prima ancora che politicamente. Lo scontro ci sarà e non basteranno meccanismi di democristiana memoria, invocanti una divisione tra segretario di partito e candidato premier, per evitarlo. E fatemelo dire: meno male.

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7 pensieri su “Letta, Renzi e il pd in riva all’Arno

  1. Va però notato come il bacino elettorale e politico a cui si rivolgono è pressoché similare… per questo più che uno scontro sarà una semplice resa dei conti su ciò che ci si aspetta in futuro. Non sarà paragonabile l’operato Letta con la proposta “Renzi”.
    Insomma, non si può valutare una strategia politica volta al compromesso e alla accuratezza davanti al “rischio” di voler fare di più. Sono due strade distanti.
    Una cosa però favorirà la scelta, il campionato delle parocchie alla fine va vinto e non importa la tattica, ciò che ci ricorderemo saranno i risultati. Da questo punto di vista essere estraneo e fare “opposizione” simbolica può essere vantaggioso per il sindaco di Firenze.

  2. Vado un po’ duro su Letta.
    Ora lui è bravissimo a dissimulare e a fare dell’understatement una filosofia, però pensiamo un attimo al suo percorso. È già stato sottosegretario alla presidenza col governo Prodi (2006-08), è stato candidato alle primarie che fecero nascere il Pd (2007), ma soprattutto è stato vicesegretario del Pd con Bersani (2009-13). Il che significa che ha condiviso tutta (sennò che vice è?) la linea politica di Bersani, linea che è stata sonoramente sconfitta alle elezioni. E ora è a palazzo Chigi, espressione di un accordo Pd-Pdl benedetto dal Colle.
    Tutto bene per carità, ma non vedo come una sua riproposizione (a candidato Premier?) possa intercettare quel desiderio di cambiamento richiesto dal popolo del centrosinistra. La verità è che vedo in Letta il soldatino perfetto da essere usato contro Renzi da parte del gruppo dirigente Pd che ormai è disposto a tutto pur di salvare e conservare se stesso.

  3. Infatti preservare la stabilità del governo Letta, cioè quello con B. e tutta la compagnia, sarà il mantra di tutto un gruppo dirigente che dopo le brillanti non vittorie degli ultimi 20 anni ora cerca di mantenere il controllo del partito. Dovendo riconoscere che non possono contrastare Renzi con Cuperlo o con altri cercheranno di indebolirne la possibile ascesa. Se ci pensiamo è un po’ il copione D’Alema-Prodi dove Prodi vinse le elezioni ma essendo senza il partito si trovò rapidamente sedere a terra…
    Io eviterei volentieri una replica ecco.

  4. Io non la metterei tanto sulla contrapposizione Letta-Renzi. Non tanto per le caratteristiche delle due figure, ma perchè parliamo due piani diversi. Da una parte abbiamo il simbolo della responsabilità istituzionale, doverosa in un certo momento storico, ma mal digerita da una base, che trova dall’altra parte un Pdl già in campagna elettorale, comportamente peraltro premiato dai sondaggi.

    Dall’altra abbiamo un Renzi anche lui in piena campagna elettorale, anche se per le primarie. In questa fase la linea si chiama “silenzio stampa”, ma lo abbiamo già visto nei commenti post-partita, nell’esercizio della melina, e così via. Come dicevo ieri a Franz, siamo sicuri che il buon Matteo non si troverebbe più a suo agio ad allenare la Fiorentina? Il problema è che si rischia di passare dalla padella alla brace: non vorrei che poi cominci a parlare di politica.

    Infine abbiamo tutti i vari Civati, Cuperlo, e compagnia, anche loro già in piena campagna per le primarie. Tutte anime candide che MAI metterebbero i contratti ENI davanti ai diritto d’asilo dei rifugiati, MAI potrebbero sopportare di sedere allo stesso tavolo con Alfano, e a cui si contorcono le viscere ogni volta che sentono parlare di Calderoli. Anime che provano a farsi interpreti della pancia della parte “di sinistra” del PD, puntando su un bacino di elettori che vede Renzi come quello “di destra”. Ma i “linea dura senza paura” hanno la credibilità di Wanna Marchi.

    Letta no. Letta sta mettendo la faccia su molte scelte che sa benissimo essere impopolari ma necessarie (?), bersagliato quotidianamente dal fuoco incrociato, ma soprattutto da quello amico. Alle primarie, farebbe fatica a recuperare i voti di parenti e amici, e penso che se ne renda conto.

    Insomma, Letta (per fortuna?) non sta giocando nè a calcetto nè al fantacalcio, contrariamenrte ai suoi compagni d’avventura. Quando l’ha fatto ha ricoperto il ruolo del più piccolo, che i compagni mandano in porta per evitare di starci loro. E che spera invano che gli avversari non tirino troppo forte, perchè ha gli occhiali.

  5. Tu Barba mi sembra che sottovaluti un pochino il personaggio Letta. Non è che il ruolo che, correttamente, tu dici gli tocchi svolgere gli sia capitato per caso. Si tratta di un personaggio che, come diceva Franz è lì da una vita, senza che si ricordi un solo gesto, una sola cosa del suo operato. Quindi ne deduco che abbia approvato ogni scelta degli ultimi anni. Unuomo per tutte le stagioni. Insomma passami il termine, è un migliorista più migliorista di quelli veri (Napolitano in testa).
    In definitiva, ho buttato la contrapposizione in termini caratteriali perché non volevo fare pipponi ma avrei benissimo potuto dire che Letta rappresenta esattamente l’idea di politica che non mi piace. E ciò da prima che diventasse il premier di questo governo (a cui risparmio volutamente ogni aggettivo).

  6. Sul personaggio Letta e su quanto possa piacere, penso che siamo d’accordo, nemmeno io mi lancerei ad inseguirlo per chiedergli un autografo, se lo vedo passare per strada. Però, lo sottovaluterò, ma non credo che Letta possa avere un grosso seguito all’interno del partito, o che abbia i mezzi per lanciarsi, anche volendo, in una guerra contro Renzi.
    Al limite potrebbe verificarsi il contrario, ma in un certo senso diciamo che si sta già verificando visto che il buon Matteo alterna ossessivamente una critica al governo e una critica a quelli che criticano il governo. Insomma, la vedo dura andare al di là della generale critica all’establishment.
    E poi dai, Letta mi sembra uno messo lì come premio per aver fatto il bravo, non perchè aveva più forza di altri all’interno del partito. Come dire, l’Angelino de noaltri.

  7. Anche se, Gallo, voci autorevoli e di indubbia statura morale che ho appena sentito (Belpietro), sostengono la tua ipotesi, e vogliono Letta candidato per le prossime primarie e voluto da una parte di segreteria che cerca un nome forte da contrapporre a Renzi. Venissero confermate tali voci, propongo una colletta per spedire 50 metri di ciclicio in via del nazareno, visto che Tafazzi in confronto a questi pare un dilettante.

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