L’altro mondo

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“Datemi fiducia. Fidatevi di me. Avete visto come ho governato bene? Come ho salvaguardato il vostro benessere? Come sto mettendo in riga gli europei recalcitranti?”. Il risultato di ieri è stato un consenso, un plebiscito (per i tempi che corrono) in favore di Angela Merkel.

Affluenza in leggero aumento per la Germania che torna alle urne, superato il 71% di elettori votanti. Miglior risultato storico per la Cdu che avrà 311 rappresentanti in parlamento, sfiorata la maggioranza assoluta dei 316 seggi. “Angie” affianca una certa signora Thatcher con tre mandati consecutivi, chapeau.

Una campagna elettorale sobria, da manager come ci suggerisce Rusconi su “La Stampa”. Capacità di serrare le linee del partito, visione di gioco che porta nel programma Merkeliano il concetto di giustizia sociale e il rapporto precarietà-lavoro. Forza nel raccogliere voti oltre il confine del partito, il riferimento è verso gli alleati storici, i liberali, che non raggiungono lo sbarramento. La Merkel ha dimostrato cinismo nel mantenere toni sobri, senza inventare argomenti nuovi o slogan da populismo dell’ultima ora. Convegni e discorsi improntati su certezze, linee guida e necessità di dimostrare all’Eurozona che esiste uno Stato forte con un popolo convinto di essere il motore del continente.

Superano lo sbarramento i verdi, 8,3%, incapaci di promuovere proposte alternative e aggiornate dopo la dichiarazione della Merkel di fermare l’attività nucleare nel paese. Sotto tono la prova di Peer Steinbrueck, uomo impostato che porta l’Spd sotto il 26%, costretto a difendere un programma più a sinistra di lui e obbligato a competere contro un premier molto simile nei modi ma già vincente. Anche Linke rimane sugli scudi, fermo a 8,5 punti percentuali; si ha come l’idea che la sinistra laddove si arrocchi sulle proprie fondamenta senza buttare lo sguardo oltre il muro, non riesco a rappresentare un opzione di spessore.

Ora si apre l’ultimo capitolo di queste elezioni, formare una maggioranza è l’ultimo passo per dare vita al nuovo esecutivo. Il parlamento vede un partito moderato e tre forze a cavallo tra progressismo e sinistra. Questo è un nuovo dato che gli schieramenti dovranno analizzare nel prossimo futuro. Per quanto concerne il governo, l’Spd, ha già dichiarato di non voler opporre un muro al partito moderato, il formarsi della coalizione di opposizione rosso-rosso-verde sembra improbabile. Si andrà verso un accordo, verso intenti comuni tra i due partiti maggiori (76% dei voti totali).

Si ha come l’impressione che il nuovo governo non lavorerà per mettere banderine sulle varie azioni dell’esecutivo. L’operato sarà il più possibile in simbiosi. Forse, è proprio per questo che loro sono quelli che se la passano meglio in tutta Europa. Esistono discussioni (vedi Grecia), problemi europei (politica economica, estera etc), ciò che va semplicemente constatato è la capacità di un mondo, quello tedesco, forte, sicuro e capace di percorrere la propria strada. Giusta o sbagliata, la marcia della Germania va avanti nonostante tutto.  Merita per questo, un secondo chapeau.

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