Proposta condivisa

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La necessità di avere governi stabili e capaci di operare nel pieno delle loro funzioni è un’esigenza concreta del nostro Paese.

Con il fine di rispondere a questa problematica, quattro importanti politologi si sono uniti per proporre l’adozione di un sistema elettorale completamente diverso dall’attuale porcellum.

Giovanni Sartori, Piero Ignazi, Luciano Bardi e Oreste Massari, suggeriscono l’adozione di questo sistema elettorale. Già utilizzato in Francia, non attribuisce alcun premio di maggioranza e quindi non distorce il rapporto tra voti ottenuti e seggi attribuiti.

Si tratta di un maggioritario a doppio turno, basato sui collegi. Interessante la soglia di sbarramento proposta: 15 per cento; cifra assai alta per le nostre abitudini e per il numero elevato di pretendenti alle elezioni politiche italiane.

I vantaggi di questo sistema di voto, che questo blog appoggia, sono diversi. Una naturale diminuzione numerica dei partiti candidati, una quantità di voti in valori assoluti maggiore per chi riuscisse a ottenere il mandato popolare, la prospettiva di formare coalizioni o accordi prima del secondo turno di voto.

Nonostante questo sistema non risponde alle esigenze primarie di molte forze politiche, è proprio per la sua semplicità e trasparenza che vogliamo appoggiarlo e condividerlo. Con la speranza di riuscire a garantire legislature salde e meno corruttibili, con l’obiettivo di riuscire a identificare fin dalla partenza chi ha vinto e chi ha perso. Dando possibilità di alternanza tra gli schieramenti e rafforzando la vicinanza tra elettore e eletti, il maggioritario a doppio turno, ci sembra la risposta migliore per l’Italia.

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3 pensieri su “Proposta condivisa

  1. Si dice, senza rinunciare a una punta di darwinismo sociale, che non vi siano sistemi elettorali buoni o cattivi, ma solo più o meno adatti ad una determinata situazione. Noi veniamo da una legge elettorale che rende il paese difficilmente governabile senza ampie maggioranze alle urne, e le attribuiamo la responsabilità della situazione di stallo politico che stiamo vivendo, cosa in parte corretta.

    Con queste premesse, la tentazione di voler esagerare dalla parte opposta è forte. Attenzione però: stabilità governativa non significa stabilità sociale ed economica. Lo stesso Sartori, faceva notare che i sistemi più stabili rappresentano in parlamento il maggior numero possibile di cittadini.

    Lo dice uno che non ha interesse a salvaguardare i partitini, e che alle ultime elezioni ha votato uno dei partiti di maggioranza: il doppio turno è un’ipotesi da prendere in considerazione, ma quella soglia di sbarramento al 15% grida vendetta.

    • Il 65/70 per cento degli elettori vota e ha votato da sempre. Non credo che un maggioritario doppio turno faccia calare la percentuale di voti.
      Sarebbero gli stessi, cambierebbero solo il numero dei partiti.

      La vendetta che tu sospetti potrebbe consolidarsi solo negli apparati, non a livello di rappresentanza.

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