Il giorno dopo

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Ciò che riguarda la decadenza di Silvio Berlusconi non è la fine di un’era. Bene che vada si è concluso un capitolo, di un libro interminabile, chiamato “Politica Italiana”.

Il leader di Forza Italia è stato estromesso dal Senato per mano nostra, di tutti gli elettori. Siamo una democrazia rappresentativa e ciò che è successo, almeno a livello teorico, ha rispecchiato il volere popolare. Occorre però capire come la sconfitta di ieri non è attribuibile a un singolo leader. Abbiamo perso tutti, anche chi ha brindato, e la paura di rimanere incatenati ai mali del ventennio è tutt’altro che fievole o inesistente.

Dal 1993 lo “schiavismo sociale” verso il potere ha relegato milioni di cittadini, ad accorpare idee liberali, cattoliche, sociali e conservatrici in un’unica persona. Si è creato il vero male, il “berlusconismo”. Se proprio vogliamo generalizzare, possiamo dire che l’italiano è stato incapace di scindere la ragione dalle persone. Parliamo di un modo di fare che non è solo figlio della destra. Lo si è visto anche nel Pd, nell’estenuante difesa di personaggi incapaci di cambiare marcia nel momento del bisogno. Ora si parla di Alfano, di Marina Berlusconi e di altri imprenditori. Tutti papabili per assumere l’eredità di Berlusconi. Proprio questa ricerca del successore è l’evidente prova che i primi ad essere sconfitti siamo noi tutti.

Non dovrebbero essere nomi e cognomi a interessarci, ma idee e valori. Occupazione, Europa, Immigrazione, Sicurezza, Politica internazionale, Lavoro, sono questi i temi su cui c’è davvero bisogno di dibattito e confronto. Cosa significa essere di destra in Italia? Fino a ieri si era di destra se si votava Berlusconi. E oggi, vogliamo davvero fermarci ad argomentazioni legate la successione del Cavaliere?

L’italiano  è fermo su giornali che raccontano un capitolo terminato, guarda programmi tv che fin dalle prime ore del mattino stanno tutt’ora raccontando l’epilogo di un singolo. Aspettiamo il messia e perdiamo tempo. Come un gregge che non trova il suo pastore, siamo in balia del caso nell’attesa di una nuova stella cometa. Non possiamo essere solo questo, la politica è ben altro. Una società consapevole è ben altro.

In troppi sbagliano credendo che da ieri siano di colpo finiti tutti i mali della nostra società. E’ un errore. In tanti non volevano la decadenza di Berlusconi come senatore, cercavano la cancellazione di un modo di fare politica e scegliere la politica, che per nulla è stato scalfito. Se davvero si è contenti della decisione presa a Palazzo Madama, si faccia un passo avanti allontanando noi stessi dagli errori passati e facendo crescere la maturità politica nel dibattito attuale.

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