I Tornei dei Bar

Che belli i tornei dei bar di una volta.

Nei paesini di montagna quando c’erano i soldi, quando i commercianti e artigiani locali potevano evad…(ehm..) incassare più di oggi si organizzavano a luglio tornei di calcio a 11. Appassionati baristi, ferramenta, gommisti, meccanici, falegnami organizzavano la propria squadra ingaggiando giocatori forti dalle origini più svariate. Posso testimoniare (grazie ad alcune fotografie) che una volta un certo Paolo Rossi fu ingaggiato dal Bar Jolly per il torneo dei bar di Castiglione dei Pepoli, borgo di tremila anime disperso sull’Appennino. I tornei erano ben organizzati e il pubblico partecipava sempre con grande calore, tifando chi per i propri amici, chi per il proprio bar, chi per i propri familiari.

Una parte inscindibile del Torneo dei bar erano le polemiche dentro il bar: c’era sempre la squadra di un bar favorita  perché il cognato del barista che gestisce il Bar X era il miglior amico dell’organizzatore del torneo. C’era sempre un arbitro che veniva ricusato perchè in gioventù era andato in colonia con il fratello del proprietario della Macelleria Y. C’era sempre un guardalinee che non andava bene perchè storico compagno di briscola del terzino destro della squadra Z. E poi, proprio perchè in quei tempi si poteva evad…(ehm) incassare più di oggi c’era sempre il rischio che volasse qualche mazzett… (ehm) rimborso spese di troppo a quell’arbitro o a quel guardalinee. Insomma, le regole erano un pò così, i sorteggi erano un pò così, gli arbitraggi pure e il complottismo (in molti casi pienamente giustificato) imperava.

Che belli i tornei dei bar di una volta.

Il problema è che i tornei organizzati da Blatter assomigliano sempre terribilmente a quei tornei dei bar con regole decise un pò così, sedi decise un pò così, arbitraggi un pò così, squadre di casa favorite un pò così, sorteggi organizzati un pò così, la Francia tirata avanti un pò così.

Alla fine a forza di organizzare le cose un pò così escono fuori gironi assurdi, alcuni di nessun interesse e altri che vedranno da subito scontri tra titani. Come abbiano fatto Belgio e Colombia (due nazionali promettenti, che però non si qualificano per competizioni importanti da più di dieci anni) a finire tra le teste di serie a spese di Olanda e Italia è un mistero che stanno cercando di svelare alla NASA.

Intanto Blatter e Platini ci rimbombano il cervello con gli spot sul fair play e su quanto sono belli, simpatici e carini i bambini negli stadi (a proposito, ce l’avete mai portato voi un bambino allo stadio? ecco, meglio portarli al parco). Blatter e Platini che inculcano il fair play sembrano quei pacchetti di sigarette che ti invitano a non prendere il cancro.

E’ inutile fare gli ipocriti, dal 12 giugno saremo tutti lì a discutere di quanto sia scarso Riccardo Montolivo trequartista, di quanto possa dare ancora Daniele De Rossi a questa nazionale, di quanto sia lento Cesare Prandelli a leggere le partite in corsa e ironizzeremo sulle imprese di Mario Balotelli a Copacabana.

Però certi squallidi personaggi farebbero passare la voglia a chiunque. Anche a me.

Buon Mondiale a tutti.

 

 

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