Yes we can(nabis)

E se Montecitorio guardasse a Montevideo? L’anno nuovo ha portato all’attenzione globale una tematica rimasta sotto traccia per troppo tempo: la depenalizzazione del consumo di cannabis. Il primo grande segnale di questa battaglia anti-proibizionista è arrivato proprio dall’Uruguay del presidente Pepe Mujica: il 10 dicembre il consumo e la vendita di marijuana sono stati depenalizzati.  “Vogliamo andare oltre il fallimento del proibizionismo” ha chiarito Mujica. L’Economist, non proprio la Pravda, ha premiato l’Uruguay eleggendolo “paese dell’anno”.

Non c’è solo l’Uruguay a spingere sull’acceleratore della liberalizzazione. Dal primo gennaio infatti anche in Colorado è stato legalizzato il commercio della cannabis, al pari dello stato di Washington, e in molti prevedono che i prossimi stati americani a compiere questo passo saranno Oregon, Arizona e Michigan. Ed è notizia di questi giorni che lo stato di New York, sull’onda dell’elezione a sindaco del liberal Bill de Blasio, abbia aperto all’uso terapeutico della marijuana con il governatore Andrew Cuomo (figlio dell’ex leader democrat Mario).

Il fatto è che la “guerra alla droga”, come fu lanciata da Nixon più di 40 anni fa, è miseramente fallita. E a dirlo non è qualche radicale o qualche hippie di vecchia data, ma la Commissione globale per le politiche sulle droghe. La Commissione, guidata dall’ex segretario dell’Onu Kofi Annan, dopo anni di ricerche ha stabilito che non è con la repressione e la criminalizzazione che si combatte il traffico di stupefacenti. Dal 1998 al 2008, il consumo globale degli oppiacei è aumentato del 34.5%, e quello della cocaina del 27%. Viene dimostrato, invece, come non vi sia alcun effetto di riduzione del consumo di cannabis in quei paesi che abbiano introdotto misure repressive. Il pugno duro contro le droghe leggere non paga. Ed è proprio la Commissione guidata da Kofi Annan a “incoraggiare i governi a sperimentare modelli di regolamentazione legale di droghe per la cannabis, ad esempio) che siano disegnati per minare il potere della criminalità organizzata e salvaguardare la salute e sicurezza dei cittadini”. Legalizzare il consumo delle droghe leggere è inoltre lo strumento giusto per colpire le filiere di spaccio, e ha l’indubbio vantaggio di “concentrare le azioni repressive sulle organizzazioni criminali violente”, come si legge nel rapporto 2011 della Commissione Kofi Annan.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...