Si scrive Crimea non si legge Kosovo

Visto l’esito (scontato) del referendum in Crimea si è assistito al proliferare di analisi che ricollegano l’esito di quest’ultimo al fondamentale precedente del Kosovo. Ecco, l’obiettivo di questo post è quello di sostenere il contrario: il paragone è affascinante e di impatto – tant’è che i russi vi hanno giustamente calcato – ma metodologicamente sbagliato. L’impatto del paragone è indubbio perché non potendo dire che si tratta di un referendum sostenuto da tutte le parti (in quel caso sarebbe perfettamente legale) si fa ricorso al precedente più discusso e discutibile.

Ad ogni modo, se la comparazione ha ancora un senso, il paragone è metodologicamente inappropriato sotto almeno due profili. Il primo punto è anche il più evidente. L’intervento NATO in Kosovo è stato fatto comunemente rientrare nella tipologia della responsibility to protect. Non voglio addentrarmi in discorsi circa la sua validità né tantomeno affermare che questa tipologia non possa coprire interessi diversi dalla tutela della popolazione civile. Però è innegabile che nel caso del Kosovo ci fossero violenze compiute contro la componente albanese che duravano da anni mentre niente di tutto questo è avvenuto in Crimea. Quando si fa una comparazione una differenza qualitativa di questo grado non mi sembra affatto trascurabile.

Il secondo punto che reputo importante è la modalità in cui si arriverebbe alla separazione dallo stato precedente. Il Kosovo si dichiara indipendente nel 2008 rifacendosi a un referendum del 1992 (mai riconosciuto ma svolto con presenza di osservatori). La modalità è certamente discutibile soprattutto perché, con tutta probabilità, non sussistevano le condizioni di una vera e propria indipendenza sostanziale al momento della dichiarazione. Ad ogni modo, per forzare lo stallo dei negoziati il Kosovo si dichiara indipendente e viene riconosciuto da diversi stati occidentali. Al contrario, la Crimea tiene un referendum – senza alcun osservatore internazionale – non per dichiararsi indipendente ma per votare l’annessione allo stato le cui truppe sono schierate ai confini. Senza discutere nel merito ma anche questa mi sembra una differenza qualitativa degna di nota.

In conclusione, prescindendo dai giudizi di valore sull’operato delle parti in causa, mi sembra di poter dire che il paragone, seppur di impatto comunicativo, sia metodologicamente difficile da sostenere. Insomma più che un nuovo Kosovo al massimo ci sarà un nuovo precedente Crimeano. Si scrive Crimea e si legge Crimea, non Kosovo.

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