sir Alex Ferguson, “My Autobiography”: oltre l’autobiografia

Ho letto questo libro sulla scia di una serie di autobiografie di personaggi sportivi e mi sono ritrovato a leggere un manuale di management. Il condimento di chicche calcistiche non lascia a bocca asciutta anche se avendolo letto in lingua inglese (in uscita in Italia in questi giorni)  alcune sfumature possono essersi stemperate.

Le polemiche post pubblicazione hanno più dei rumors creati ad hoc per il lancio pubblicitario che di un mero tono polemico dell’autore/agens. Tra i capitoli più gustosi ci sono quelli su Roy Keane, David Beckham e Rafa Benitez. Il libro si snoda raccontando calciatori, allenatori e personaggi vari incontrati nella sua lunga carriera. Il fil rouge è il pensiero manageriale di Ferguson: come affrontare una successione aziendale, come creare e gestire un team coeso e motivato, come rinnovare un ciclo di giocatori vincenti, come tramandare l’identità storica e culturale di un club nel mondo contemporaneo sono tutte tematiche esplicate all’interno del libro.

Sicuramente una lettura piacevole e formativa che non vi rovino anticipando passaggi o perle sui più importanti personaggi calcistici degli ultimi 20 anni.

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MOOC: puro nutrimento per la mente

“La mente è come un paracadute. Funziona solo se si apre” (cit. Albert Einstein)

La necessità di continuare quel processo di apprendimento no-stop e a 360 gradi mi ha fatto imbattere, su suggerimento di un amico, sul sito di Coursera. Coursera è una piattaforma tecnologica che opera nella formazione a distanza offrendo gratuitamente, previa veloce registrazione, una vasta gamma di corsi online che contemplano discipline umanistiche, scientifiche, sociali ed economiche. I corsi sono erogati, in questo caso, dalla Stanford University, Princeton University, l’Università del Michigan e dall’Università della Pennsylvania. Altre prestigiose università si sono unite creando simili piattaforme basate sempre sulla medesima struttura.

I titoli dei corsi variano da The Power of Macroeconomics: Economic Principle in the Real World, Health For All Through Primary Health Care, Computer Architecture, The Language of Holliwood: Storytelling, Sound and Color, The Beatles Music History, e chi ne ha più ne metta.  La lingua veicolare e più utilizzata è l’inglese ma è altresì possbile trovare corsi in francese, spagnolo, cinese (il che dona al tutto un’intelligente possibilità di utilizzo-apprendimento di una lingua straniera) e anche qualcosina in italiano.

L’idea fondante è il massive open online course ossia corsi pensati per una formazione a distanza che coinvolga il maggior numero di utenti possibili. I partecipanti ai corsi provengono da varie aree geografiche e usufruiscono dei contenuti del corso via web. Alla fine del corso viene rilasciato una sorta di certificato ovviamente dopo aver accertato il livello di apprendimento dell’allievo. Le modalità di verifica pur differendo da corso a corso mantengono un imprinting americano-anglosassone: cioè molti test in itinere, relazioni, confronto interattivo con altri utenti, forum diretto con il docente.

Trovo questo strumento un’ottima idea per continuare quel processo di apprendimento che tante volte apaticamente termina in parallelo al percorso universitario ma anche una sorta di incentivo a chi ancora studia e vuole allargare o approfondire aspetti che rigidi corsi di laurea non permettono.

Ecco di seguito l’indicazione dei maggiori siti:

Coursera:  https://www.coursera.org

edX: https://www.edx.org/

Khan Academy: https://www.khanacademy.org/

Udacity: https://www.udacity.com/

Grande Boucle – Il centenario

Oggi parte la centesima edizione del Giro di Francia, o per dirla come come i nostri patriottici cugini d’oltralpe Tour de France.  Partenza in terra corsa per giungere ai tradizionali Champs Elysées. In mezzo tre settimane di corsa che porteranno ciclisti e appassionati in giro per la Francia. Come ogni Tour che si rispetti decisivi saranno gli ultimi 4 giorni con le salite alpine dove il Mont Ventoux e l’Alpe-d’Huez non potevano mancare in un’edizione tanto importante.

Se il percorso presenta tappe che hanno fatto del Tour de France la corsa a tappe più famosa del mondo, i partecipanti ai nastri di partenza non riscaldano troppo i cuori degli appassionati. Il nostro Vincenzo Nibali saggiamente ha deciso di non parteciparvi rimandando la sfida al prossimo anno. Favorito l’anglo-kenyano Chris Froome supportato dal Team Sky Procycling e sulle ali dell’entusiasmo del Giro del Delfinato. Altro favorito, più per riconoscenza che per forma fisica, lo spangolo Alberto Contador del Team Saxo – Tincoff. Altri possibili protagonisti possono essere lo spagnolo Joaquim Rodriguez o i redivivi Cadel Evans e Valverde.  Le speranze azzurre sono legate al Team Lampre Merida con Damiano Cunego.

Attendo i vostri pronostici…

 

 

Girovagando per il Portogallo

Il Portogallo è un Paese scoraggiato dalla storia e dai nuovi assetti geopolitici mondiali. Mi spiego subito per evitare misunderstanding del caso. Le ridotte dimensioni territoriali si affiancano alla grandissima tradizione di ex potenza coloniale con enormi possedimenti in America, Africa e Asia. Questi “sottoposti” ad un certo punto se ne sono accorti e il bel gioco è terminato lasciando un Paese che difficilmente riesce a camminare sulle sue gambe. La crisi economica che sta attanagliando la parte ricca che una volta era l’Occidente sta lasciando spazio a nuovi Paesi dall’economia più flessibile e  con bassi livelli salariali e tra i Paesi più vivaci si annoverano le vecchie colonie portoghesi: Brasile per quanto riguarda l’America del Sud e Angola per quanto riguarda l’Africa. In tutto questo il Portogallo ne soffre e questo traspare girando per le strade.  Gli annunci di vendita o le case diroccate davanti al Parlamento Nazionale  sono sotto la luce del giorno come anche il numero di senzatetto che bivaccano per la città. L’ambivalenza tra passato glorioso e drastica situazione economica stridono nello stesso posto e nello stesso momento. La crisi, quindi, c’è e si fa sentire ma questo non proibisce al Paese del fado o della suadade di vivere una vita moderna con annessi divertimenti occidentali e con interessantissimi spunti culturali e artistici (Saramago per la letteratura, Alvaro Siza Veira, Fernando Tavora e Souto Mora per l’architettura, Joaquim Leitao per il cinema). Dai legami ancora forti con le sue ex colonie e dagli intrinseci elementi di softpower che  il Portogallo dovrebbe ripartire per rivitalizzare la propria economia atrofizzata dal germanocentrismo dell’Unione Europea. Il turista un po’ ingenuo corre spesso il rischio di travisare sulla reale situazione del Paese ma al tempo stesso questo destreggiarsi tra apparenze e realtà può essere molto divertente per un viaggiatore on the road.